(Adnkronos) – “La guerra non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio, perché il Creatore ci ha dotati di intelligenza e volontà per risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche”. Questo il monito di Papa Leone, nella messa con il Collegio cardinalizio prima di dare il via in Aula Paolo VI al secondo Concistoro straordinario, che andrà avanti anche domani.
Il Papa ha chiesto “il dono della pace nell’unità. Mentre invitiamo tutti i popoli alla fede, nella quale siamo davvero liberi, tensioni internazionali e conflitti feriscono gravemente la famiglia umana. Tuttavia, non mancano, anzi, si moltiplicano nella Chiesa e nel mondo iniziative ed esperienze che richiamano al rispetto della dignità umana, della giustizia, del diritto, semplicemente dell’umano. Questo è motivo di speranza, perché attesta la bellezza dell’opera di Dio, il quale ci ha creati a sua immagine e somiglianza, come segno della sua gloria nel mondo. Quando questo segno viene ferito, tutti siamo feriti. Quando è corrotto, tutti ne soffriamo. Quando è ucciso, tutti ci sentiamo lacerati. Perciò la guerra non è mai degna dell’uomo”.
“L’unità della famiglia umana precede i singoli popoli e Stati. Non si tratta solo di un dato biologico: è un principio etico. La pace è un dovere di giustizia perché siamo un’unica famiglia umana, una magnifica humanitas che trova in Cristo il proprio Capo e Redentore”, ha osservato Leone nell’omelia.
Il Papa – aprendo quindi il Concistoro straordinario in Vaticano – lancia un appello al Collegio cardinalizio : “VI chiedo aiuto: il ministero che mi e’ stato affidato non può essere vissuto da solo. Ha bisogno della vostra conoscenza, esperienza, conto su di voi. Ho bisogno del vostro forte, esplicito, pubblico appoggio. Accompagnatemi non solo in questi giorni ma ogni giorno. Aiutatemi ad ascoltare quel che emerge dalle chiese, a non ignorare resistenze e incomprensioni che possono rallentare il cammino. Ho bisogno della vostra franchezza e lealtà”.
“Sostenere ciascuno nel proprio ministero, – dice Leone nell’intervento – so che richiede pazienza e suscita interrogativi. Anche da questo dipende la credibilità della nostra testimonianza. Vivere con convinzione il lavoro nei gruppi, anche questo fa parte del cammino lungo il quale il Signore ci sta conducendo. Ognuno potrà farmi arrivare riflessioni riservate ma entrate con fiducia nella sinodalita’. Grazie per la vostra libertà interiore e per l’amore alla chiesa “.
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