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Bologna, uomo morto ammanettato: Procura iscrive agenti intervenuti in registro separato ’45bis’

(Adnkronos) – In relazione alla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta ieri in zona Pilastro a Bologna durante un intervento della Polizia, la Procura di Bologna “all’esito dell’esame dei primi atti e della documentazione video acquisita anche attraverso gli apparati in uso alle forze di polizia, ha proceduto alla iscrizione di un procedimento, in apposito registro modello ‘45 bis’, nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento”. Al momento quindi non ci sono indagati ma viene applicata la nuova norma sul registro per le annotazioni preliminari in cui vengono iscritti i nomi di soggetti a cui vengono attribuiti reati commessi in presenza di una possibile causa di giustificazione.  

“Gli accertamenti terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest’ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”, spiega una nota firmata dal procuratore di Bologna Paolo Guido. La Procura riferisce che “verranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico – legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti”. 

Pd e M5S hanno chiesto una informativa urgente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sulla morte di Abderrahim Fakir. “Occorre fare chiarezza. Voglio manifestare qui la nostra piena fiducia nella magistratura che svolgerà tutti gli accertamenti necessari ma è importante che il ministro dell’Interno riferisca su quanto accaduto”, ha detto Andrea De Maria del Pd nell’aula della Camera. Una richiesta a cui si sono uniti i 5 Stelle con Gilda Sportiello: “Immagini sconvolgenti che mai avremmo voluto vedere e ci indignano le dichiarazioni della maggioranza. Chiediamo verità”. 

“Sulla vicenda di Bologna bisogna evitare di costruire ancora una volta due curve contrapposte. È inaccettabile che una persona muoia mentre è sotto la tutela dello Stato, ma è altrettanto inaccettabile emettere sentenze senza conoscere fino in fondo i fatti – ha detto Enrico Borghi di Italia Viva ospite a Start su Sky TG24 – Il ministro dell’Interno venga in Parlamento a riferire e si faccia piena chiarezza. Sono convinto che il sindaco Lepore, esprimendo la preoccupazione della sua comunità, non attaccherà né le istituzioni né le forze dell’ordine, perché chi ricopre ruoli istituzionali deve contribuire ad abbassare i toni”.  

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