“E’ fondamentale introdurre la ricerca anche all’interno delle popolazioni europee, dove la malattia non è cosiddetta endemica, quindi non molto frequente, perché ad oggi il nostro paradigma di trattamento di questa patologia rara è mutuato e derivato dagli studi delle popolazioni asiatiche. Ogni volta che trasmettiamo un dato da una popolazione all’altra, sappiamo che ci sono dei livelli di imperfezione. Non è certo che ciò che funzioni nella popolazione asiatica in quella patologia funzioni allo stesso modo anche alle nostre latitudini. Pertanto, è fondamentale portare studi e ricerche anche nei nostri setting europeo e italiani per offrire le migliori cure e migliorare la prognosi del tumore rinofaringeo”. Così Paolo Bossi, direttore dell’oncologia medica 2 Humanitas Research Hospital, intervenendo nel corso dell’evento “Tumore rinofaringeo in Italia: evidenze, bisogni dei pazienti e prospettive future”, organizzato da Teha Group a Roma, durante il quale è stato presentato un paper sulla patologia con numeri, stato dell’arte e prospettive terapeutiche.





