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Scala (Aipo), “Patologie respiratorie croniche in aumento, serve cambio di paradigma”

“La pneumologia italiana, come altre specialità, sta attraversando una fase di profonde trasformazioni. La capacità di adattarsi alle sfide del Servizio sanitario nazionale e regionale è oggi essenziale per rispondere ai bisogni dei pazienti”. Lo ha detto Raffaele Scala, presidente dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) intervenendo a “Parole alla medicina – Le voci delle Società scientifiche italiane”, progetto realizzato da Fism in collaborazione con Adnkronos.

Secondo l’esperto, l’aumento delle patologie respiratorie croniche impone un cambio di paradigma: “Non possiamo più ragionare solo in termini di cura, ma serve una filiera che includa prevenzione, diagnosi precoce, aderenza terapeutica, monitoraggio e gestione delle riacutizzazioni, fino alle fasi più avanzate della malattia”. Scala ha sottolineato anche il ruolo della prevenzione e della diagnosi precoce: “molte patologie respiratorie sono inizialmente silenti e vengono intercettate troppo tardi, quando il danno è già avanzato e spesso irreversibile, con un impatto significativo anche sui caregiver”. Tra i principali fattori di rischio resta il fumo, ma anche condizioni emergenti come i disturbi respiratori del sonno, spesso associati a obesità, sedentarietà e cattivi stili di vita. “Serve una rete assistenziale che coinvolga medicina generale, specialisti e scuole, perché la prevenzione deve partire molto prima dell’insorgenza della malattia”, ha aggiunto.

Infine, “il respiro è spesso dato per scontato, ma non lo è. Mentre molte persone controllano regolarmente pressione e colesterolo, pochi si occupano della funzione respiratoria, anche in presenza di fattori di rischio. Serve maggiore consapevolezza: il sistema respiratorio è centrale per la salute dell’intero organismo” ha poi concluso.

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