“Oggi lo scenario apre alla possibilità di utilizzare nuovi farmaci come gli anticorpi monoclonali in grado di poter rimuovere l’amiloide, la proteina anomala che caratterizza la malattia di Alzheimer. Si tratta di farmaci cosiddetti disease-modifying, cioè in grado di modificare il decorso della malattia. Ora i neurologi e i medici che si occupano di Alzheimer hanno a disposizione mezzi che fino ad oggi non esistevano”. Lo spiega Pasquale Palumbo, presidente Sno – Scienze neurologiche ospedaliere, nel corso del convegno ospitato dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, dal titolo “Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva”.





