“Siamo una popolazione molto empatica, con il desiderio di fare, ma il problema grosso in Italia è la mancanza di conoscenza. Non conoscendo e non sapendo cosa fare, la gente ha paura di intervenire nelle varie situazioni di emergenza per timore di sbagliare. Questo è un nostro limite, che purtroppo porta a percentuali di successo molto basse su alcuni eventi, come la rianimazione cardiopolmonare. Bisognerebbe diffondere il più possibile la cultura della rianimazione cardiopolmonare e dell’intervento, perché in realtà, è il cittadino a salvare la vita alle persone, ancora prima del sanitario stesso”. Così Simona Cavioni, responsabile del centro di formazione Irc – Italian Resuscitation Council Nursing Project di Monza, intervenendo oggi all’Health&Safety Day 2026 che si è svolto presso la Fondazione Triulza di Milano. L’iniziativa è promossa da Bayer in occasione della Giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare, in collaborazione con Cdi – Centro diagnostico italiano.





