Un’analisi del New York Times vede un punto comune in molte delle crisi degli ultimi tempi: dall’Ucraina all’Iran, dal riscaldamento globale alla crisi dei migranti di Ceuta, l’Europa è al centro delle conseguenze geopolitiche, di sicurezza ed economiche, ma sempre più ai margini delle decisioni. In una parola, è sempre più irrilevante. Ma gli strumenti per reagire ci sono, sottolineano i paper di Carnegie Europe e dello European Council of Foreign Relations. E passano, tra le altre cose, per il federalismo pragmatico invocato dall’ex presidente della Banca centrale Europea Mario Draghi.
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