(Adnkronos) – Il summit ‘Pax Silica’ al Dipartimento di Stato, organizzato dagli Stati Uniti per creare un’alleanza che possa blindare le catene di approvvigionamento globali legate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori, ha visto l’adesione di nuovi paesi, tra cui l’Unione Europea, portando il totale a 24 membri. Tuttavia, manca ancora la firma dell’Italia. Ciononostante, il governo italiano era presente nella capitale americana con la partecipazione dell’ambasciatore Armando Varricchio, inviato speciale del ministro Tajani per l’innovazione e le nuove tecnologie nel ruolo d’osservatore. Varricchio ha assicurato che la firma arriverà, mentre si stanno discutendo le modalità e il luogo dell’intesa con l’amministrazione statunitense: “Ci sarà un atto formale che, tra l’altro, prevederà nelle prossime settimane un’occasione di incontro. Il ministro Tajani si è sentito di nuovo, come sapete, con il segretario di Stato Rubio e hanno deciso che verrà firmata a brevissimo”.
La firma doveva già arrivare a Miami questo lunedì al forum Usa-Italia; tuttavia, la tensione diplomatica esplosa tra Donald Trump e Giorgia Meloni e i vari attacchi della settimana scorsa avevano obbligato l’Italia a sospendere il tutto, secondo Varricchio. “La scelta è stata obbligata al governo italiano di dare un segnale forte. Essere alleati, come è stato autorevolmente chiarito, vuol dire avere un rapporto franco ma anche corretto e che non accetta gesti e iniziative unilaterali”.
Nel frattempo, l’Italia ha firmato comunque questa mattina, all’Istituto di pace di Washington, la dichiarazione congiunta sulle opportunità dell’Intelligenza Artificiale per la collaborazione con gli Stati Uniti nel settore. Un gesto che mette in chiaro le intenzioni italiane. Il governo Meloni ha sempre spinto per la creazione della Pax Silica e, nonostante gli attriti diplomatici degli ultimi giorni, è un paese che ha dimostrato di condividere le scelte, gli obiettivi e i principi di quest’iniziativa. “In una fase in cui invece sembrava prevalere nella narrativa comune l’idea che ciascuno facesse da sé, che chi era più forte potesse affermarsi da solo, invece il messaggio è che – ripetuto anche oggi – nessuno può fare da solo”, dichiara l’ambasciatore.
“Il governo è consapevole della necessità, per tutto il nostro ecosistema, di avere un accesso libero e sicuro a queste materie prime critiche. Abbiamo aziende che operano in questo settore, non soltanto dal punto di vista del consumo”. Armando Varricchio ha sottolineato come gli Stati Uniti con l’invito italiano alla Pax Silica, nonostante la tensione tra i due Paesi, abbiano espresso la volontà di vedere l’Italia in questa alleanza. E il governo italiano conferma che l’intenzione d’aderire è reciproca.
“L’Italia è un partner, è un alleato che anche in questo caso si dimostra per gli Stati Uniti non soltanto importante dal punto di vista valoriale della condivisione dei principi democratici ma anche perché abbiamo molto da dare come grande paese industriale. Questo è un elemento che qualifica la nostra presenza”, afferma Varricchio. Oltre all’Italia, erano presenti ambasciatori di numerose potenze mondiali, tra cui Regno Unito, India, Australia, Corea del Sud, Finlandia, Germania, Giappone e Grecia. La Pax Silica ha visto nove nuovi firmatari questa settimana: Argentina, Germania, Paesi Bassi, Cile, Costa Rica, Grecia, Kazakistan, Panama e l’Unione Europea.
A rappresentare gli Stati Uniti vi erano diversi funzionari del Dipartimento di Stato, tra cui il Sottosegretario di Stato Christopher Landau che, questo giovedì, ha aperto il summit: “Non sono stati i governi a costruire la frontiera tecnologica: lo hanno fatto le nostre aziende. Quando gli Stati Uniti liberano il loro settore privato e si alleano con nazioni che fanno lo stesso, nessun rivale a guida statale può tenere il passo. Nessuna singola nazione detiene ogni anello di queste catene di fornitura tecnologiche — e questa è la nostra forza, non la nostra debolezza. Le nostre capacità combinate sono qualcosa che nessuna economia pianificata può replicare da sola”, ha detto il Sottosegretario. “La nostra premessa è semplice: allineare la finalità pubblica con le capacità private, eliminare le frizioni che hanno frenato le nostre imprese e lasciare che la libera impresa faccia ciò che nessun programma governativo potrebbe mai fare. Questo è lo scopo della Dichiarazione sull’Opportunità dell’Ia: mandare un messaggio chiaro al mondo. Siamo pronti a liberare il potenziale dell’Ia a beneficio delle nazioni di libero mercato di tutto il mondo”. (di Iacopo Luzi)
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