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I Mondiali 2026 stanno per finire e già si pensa ai Mondiali 2030. E la Fifa valuta di aumentare il numero delle squadre da 48 a 64. Il formato extra-extra-large sarà argomento di discussione, come conferma il presidente Gianni Infantino alla testata svizzera Bluewin con le dichiarazioni che rimbalzano anche sul New York Times.
“Questo è sicuramente un tema che verrà esaminato e discusso nelle commissioni competenti dopo questi Mondiali. Quando si organizza una Coppa del Mondo, è importante farlo per tutto il mondo e non solo per Europa e Sudamerica”, dice Infantino. Per il presidente della Fifa, “ogni paese dovrebbe avere la possibilità di sognare di partecipare al Mondiale”. L’allargamento del torneo a 48 squadre, dice, si è rivelato un successo: chi temeva che i Mondiali avrebbero proposto uno spettacolo scadente nella prima fase, dice Infantino, è stato smentito. “Si può verificare che la qualità delle squadre è estremamente elevata e continua a migliorare in tutto il mondo. Se non si dà ai paesi più piccoli la possibilità di partecipare ai Mondiali, non ci sarà lo stimolo per continuare a migliorare”, aggiunge il dirigente elvetico. Un Mondiale a 64 squadre qualificherebbe di fatto un quarto delle Nazionali esistenti: una chance extra per le ‘piccole’ o per chi, come l’Italia, ha fallito sul campo l’obiettivo di accedere alla fase finale nelle ultime 3 edizioni.
Il tema dell’ulteriore allargamento dei Mondiali si ripropone in dichiarazioni e interviste dallo scorso anno. La World Cup 2030 si presenta complessa a prescindere dal numero delle squadre. La competizione si svolgerà in 6 nazioni e 3 continenti: l’Uruguay, paese ospitante del 1930, l’Argentina, vincitrice dell’edizione 2022, e il Paraguay, sede della Conmebol – la confederazione sudamericana – ospiteranno una partita a testa all’inizio della manifestazione. Le altre partite – 101 se le squadre fossero 48 – andrebbero in scena tra Marocco, Portogallo e Spagna.
L’idea di un super Mondiale a 64 squadre è stata proposta dal dirigente uruguayano a marzo dello scorso anno. A novembre 2025, è tornato alla carica il paraguayano Alejandro Dominguez, presidente della Conmebol e vicepresidente della Fifa. Se Uefa e Concacaf non sembrano particolarmente favorevoli all’ipotesi XXL, l’interesse del Sudamerica non è casuale. Lo schema dei Mondiali 2030 – con il coinvolgimento di Argentina, Paraguay e Uruguay – significa che il Sudamerica sarà escluso dall’organizzazione di un Mondiale almeno fino al 2042: la Fifa prevede che un continente possa ospitare la Coppa del Mondo solo una volta ogni 3 edizioni. Un torneo extralarge permetterebbe a Uruguay, Argentina e Paraguay di ospitare ciascuno un intero girone e di rendere più sopportabile il lunghissimo digiuno organizzativo previsto dalle regole per le 3 successive edizioni.
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