(Adnkronos) – L’Italia e l’allerta fentanyl. Il furto di 80 fiale dalla farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma – sui cui sta indagando la Procura di Roma – ha fatto innalzare il livello di guardia su questo oppioide sintetico
100 volte più potente della morfina e 50 volte più dell’eroina. E’ quanto prevede la circolare del ministero della Salute, firmata ieri sera, ricorda la centralità del ‘Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici’ presentato dal dipartimento per le Politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2024.
Uno dei punti è lavorare per “un elevatissimo il livello di vigilanza sull’utilizzo della prescrizione cartacea (‘ricetta bianca’)” perché “considerata particolarmente esposta a rischi di falsificazione o uso improprio”. In più la circolare fornisce un decalogo di comportamento alle farmacie per uniformare le condotte sul territorio nazionale.
C’è poi da capire come è stato possibile sottrarre dalla farmacia di un ospedale le fiale di fentanyl. Nei prossimi giorni – apprende l’Adnkronos Salute – gli ispettori del ministero della Salute saranno all’ospedale Israelitico per verificare le procedure e ascolare i vertici. Molto probabilmente a loro si affincheranno anche i Nas dei Carabinieri attivati sempre dal ministero della Salute.
Questo il decalogo “cui le farmacie sono invitate ad attenersi in presenza di prescrizioni contenenti Fentanyl o analoghi, benzodiazepine, soprattutto se presentate su ricetta cartacea”:
1) Verificare con attenzione l’autenticità della ricetta, valutando qualità della stampa, firma del medico, timbro, eventuali correzioni o incongruenze;
2) Accertare l’identità dell’assistito;
3) Controllare l’esistenza di precedenti prescrizioni del medesimo medico, segnalando eventuali situazioni incoerenti o sospetti (ove applicabile);
4) Contattare il medico prescrittore in caso di dubbi sulla legittimità o appropriatezza della prescrizione o in caso di dubbi sull’identità del medico verificarne sul Portale della Fnomceo;
5) Verificare la congruità del quantitativo prescritto in base alla posologia, ove applicabile;
6) Monitorare l’eventuale ripetitività ingiustificata delle richieste da parte dello stesso paziente;
7) Registrare puntualmente la dispensazione nei sistemi informativi previsti, ove disponibili, anche a supporto delle attività di controllo;
8) Segnalare immediatamente alle autorità competenti eventuali casi di sospetta falsificazione, smarrimento, furto o danneggiamento delle ricette o del medicinale;
9) Valutare se procedere con la dispensazione in caso di dubbi sull’autenticità o sull’appropriatezza della prescrizione;
10) Conservare con cura la documentazione, assicurando la piena tracciabilità e rendendola disponibile in caso di controlli o approfondimenti.
Nel 2024 la ‘droga degli Zombie’ – così è ribattezzato il fentanyl per i gravi danni che può provocare – era stata trovata come sostanza da taglio in una dose di eroina sequestrata in provincia di Perugia. Una prima sirena. Il Governo si è attivato subito predisponendo il Piano nazionale e già allora con una circolare alle regioni – firmata dall’allora direttore della Prevenzione del ministero della Salute Francesco Vaia – si innalzò l’allerta al livello 3.
Nel documento si citavano i dati europei sull’abuso e le conseguenze di Fentanyl, nel 2021 erano segnalati 137 decessi associati a Fentanyl, di cui 88 nella sola Germania. Dal varo del Piano sono passati solo due anni ma il fentanyl da minaccia potenziale, oggi dopo il furto clamoroso delle fiale a Roma sembra aver assunti i contorni di un vero pericolo sociale.
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