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Crisi migranti a Ceuta, 67 morti. Sanchez scrive a Ue e chiede vertice tra ministri dell’Interno

(Adnkronos) – Sale ancora il bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiungere Ceuta, exclave spagnola in Africa. La Guardia Civil ha recuperato nelle ultime ore altri dieci corpi senza vita e, secondo quanto confermato dalle autorità, sono in totale 67 i morti.  

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera alle istituzioni europee per stigmatizzare le posizioni di alcuni paesi in relazione alla crisi migratoria di Ceuta. Il quotidiano El Pais riferisce che il premier ha chiesto un vertice dei ministri dell’Interno dei 27 paesi Ue. L’azione di Sanchez arriva dopo le misure annunciate ieri dall’Italia, con la sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna. Nella missiva, Sanchez ha manifestato “seria preoccupazione” per la “reazione” di alcuni Paesi europei e ha sollecitato una riunione in videoconferenza, da convocare con urgenza. 

Prima che Roma annunciasse il provvedimento – preso in considerazione anche da Finlandia e Danimarca, nonché sollecitato dal premier della Repubblica Ceca a livello Ue – Sanchez ieri ha pubblicato un post che chiama in causa l’Italia e altri paesi. “La solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no”, ha premesso il premier prima di ricordare “il numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex: attraverso l’Italia 478.600, attraverso i Balcani occidentali 340.600, attraverso la Grecia: 259.800, attraverso la Spagna 234.760, attraverso il confine orientale 48.000. Non è tempo di dividere. È tempo di continuare a costruire un’Ue forte e unita”. In serata, il ‘bis’ del ministro degli Esteri, José Manuel Albares: “La quasi totalità di coloro che sono entrati a Ceuta è già tornata in Marocco. Non è possibile spostarsi da Ceuta e Melilla alla Penisola senza identificarsi in un controllo di polizia. L’integrità dello spazio Schengen è assolutamente garantita. Basta con la confusione interessata. 

Intanto l’arrivo di persone dal Marocco “si è completamente fermato”secondo quanto comunicato dalle autorità di Ceuta, precisando che le prime ore di oggi sono trascorse “nella normalità” e che non si sono verificati “incidenti significativi”. Contemporaneamente continua il flusso di ritorno verso il Marocco e su 50.000 migranti, secondo i dati ufficiali, circa 48.000 sono già rientrati nel Regno. Dall’inizio dell’anno sono 97 i migranti trovati morti a Ceuta: il bilancio del 2025 parlava di 46 morti. 

 

L’Italia ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna e da oggi, 1 agosto, sono stati ripristinati i controlli nei porti e negli aeroporti. Lo stop dovrebbe durare un mese ma con la possibilità di proroga in caso la situazione lo richiedesse. La novità, in realtà, non comporterà alcuna modifica per i cittadini italiani, spagnoli ed europei che viaggiano verso l’Italia. Continueranno, come di consueto, a sbarcare in Italia senza alcun passaggio supplementare a livello burocratico. I controlli saranno mirati e riguarderanno infatti solo i cittadini di Paesi terzi – extra Ue – provenienti dalla Spagna: l’obiettivo dei controlli è verificare la loro regolarità in ingresso in Italia. Non cambia nulla per chi dall’Italia si recherà in Spagna. 

Il ministro dell’Interno Piantedosi ha assicurato che “non c’è nessuna frizione con il governo spagnolo. Abbiamo dato la disponibilità a collaborare insieme a tutta l’Unione europea. La presidente della Commissione europea sta adottando iniziative specifiche insieme agli altri premier per offrire alla Spagna un aiuto nella gestione della situazione che si è creata”. 

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