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Caso Regeni, condannati tre 007 egiziani e uno assolto per sequestro: cade accusa omicidio

(Adnkronos) – I giudici della Prima Corte di Assise di Roma, dopo una camera di consiglio durata oltre otto ore, hanno condannato tre 007 egiziani imputati nel processo per il sequestro Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Caduta invece l’accusa di omicidio che era contestata a uno degli imputati.  

Ai colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e al maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif sono stati inflitti dieci anni mentre il generale Tariq Sabir e’ stato assolto. In aula, oltre alla famiglia Regeni e il loro legale, l’avvocato Alessandra Ballerini, e al pm titolare dell’inchiesta, il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, e il procuratore capo Francesco Lo Voi.  

 

“Dovremo attendere le motivazioni per riuscire ad avere il quadro completo del ragionamento della Corte d’Assise, credo si possa dire che la parte sostanziale dell’impianto accusatorio ha retto” ha detto il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi dopo la sentenza del caso Regeni. “Ci sono state tre condanne su quattro anche se non per tutti reati, per una attività che era stata posta in essere da persone legate allo stato egiziano. Si è riusciti a raggiungere questo risultato nonostante una collaborazione non proficua da parte dell’autorità egiziane. Siamo soddisfatti – ha aggiunto Lo Voi – per avere tirato fuori questo procedimento dal pantano in cui era finito. Siamo riusciti, attivando anche la Corte Costituzionale a procedere e a svolgere un processo davanti a una Corte d’Assise autonoma e indipendente in presenza della quale anche gli imputati assenti sono stati egregiamente rappresentati”. 

 

“E’ evidente che l’impianto probatorio, sostenuto dalla procura, ha superato il vaglio della Corte. Dovremo evidentemente leggere le motivazioni ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta” ha detto l’avvocata Alessandra Ballerini legale della famiglia di Giulio Regeni dopo la sentenza della Corte di Assise. “Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri, da stasera tutti i regimi del mondo e i loro apparati, le loro divise, saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile così come i loro corpi”. “Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi – ha detto ancora – non solo a tutela delle legittime aspettative dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale. Queste le parole del nostro presidente Sergio Mattarella nel messaggio inviato alla famiglia Regeni per il decimo anniversario della scomparsa di Giulio. Queste parole oggi hanno trovato concretezza in una sentenza emessa nel nome del popolo italiano che costituisce un presidio per tutti i Giulio e le Giulie del mondo. Ed è questo presidio che abbiamo sempre chiesto e invocato al di là delle singole condanne”. 

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