La storia ci racconta che nell’estate del 2022 oltre David Ospina, Dries Mertens (in scadenza di contratto) e Fabian Ruiz che aveva firmato un quinquennale con il Psg, la società del Napoli doveva privarsi anche di altri giocatori che avevano segnato l’ultimo decennio azzurro: Kalidou Koulibaly ceduto al Chelsea e Lorenzo Insigne che aveva accettato l’offerta del Toronto.
La riconferma di Luciano Spalletti in panchina per il podio conquistato dal Napoli nel campionato precedente, aveva permesso alla squadra azzurra di giocare in Champions League e la società aveva quindi la necessità di incrementare la rosa per la competizione europea.

Al gruppo composto da Alex Meret, Andrè Frank Anguissa, Amir Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui, Giovanni Di Lorenzo, Stanislav Lobotka, Piotr Zielinski, Eljif Elmas, Matteo Politano, Hirving Lozano e Victor Osimhen, si aggiungevano a disposizione dell’allenatore toscano: Giovanni Simeone, Giacomo Raspadori, Mathias Olivera, Min Jae Kim, Leo Østigård, Pierluigi Gollini e Khvicha Kvaratskhelia.
Preso dalla Dinamo Batumi il 1º luglio del 2022 il Napoli si assicurava le prestazioni sportive di Kvaratskhelia per 5 anni tra lo scetticismo dei tifosi ed alcuni esperti sportivi i quali consideravano il giocatore georgiano una scommessa rischiosa per il futuro del Napoli.
Aurelio De Laurentis sempre impeccabile nella gestione della prima squadra, affronta l’ennesima sfida e consegna subito un ruolo da leadership al giocatore, tracciando il suo destino con un augurio speciale:
“Che l’azzurro del mare e del cielo possa essere il colore identitario della tua anima e dei tuoi piedi che devono contribuire ad un Napoli sempre più vincente”.

Preferendo la casacca con il numero 7 ma già occupata da Elmas, il giocatore georgiano sceglie quella con il numero 77, riconfermandola in futuro anche se quella del macedone si era liberata.
La maglia azzurra di Kvaratskhelia è diventata leggenda.
A metà percorso del terzo anno con la squadra lanciatissima verso il quarto scudetto e Kvaratskhelia protagonista, la favola del numero 77 cade nell’oscurità.

Il giocatore dopo che gli è stato strappato il ruolo da leadership nel nuovo progetto tecnico di Antonio Conte e penalizzato anche dal modo di giocare dell’ex juventino, chiede al club di essere ceduto per non vedersi sminuire le sue capacità. Il nuovo allenatore del Napoli non prediligeva pedine di un certo tipo, anche con Kevin De Brujne ci sono state difficoltà ad inserire l’ex campione del City nel suo scacchiere.
Kvaratskhelia vola a Parigi e si ritrova a dover iniziare tutto da capo con le perplessità di chi questa volta credeva che non sarebbe stato all’altezza di una squadra che mirava ad essere protagonista in campo internazionale.
Ad attendere l’ex numero 77 all’ Arc de Triomphe ci sono questa volta un allenatore e compagni di squadra che riescono ad esaltare le sue doti, traendo risultati impressionanti. L’equipe di Luis Enrique con uno spirito di squadra corale, riesce a mettere a segno una spettacolare doppietta Champions dove in mezzo ci sono tanti trofei nazionali ed internazionali.

Khvicha Kvaratskhelia dopo la sua esperienza a Napoli e 4 anni complessivi nel calcio ai massimi livelli, si può già considerare come il calciatore più devastante ad aver vestito la maglia azzurra dopo Maradona.
Professionista esemplare con doti da leader carismatico e predestinato a diventare un idolo del calcio mondiale, Kvaratskhelia è stato anche il più grande errore di valutazione per Partenope che non ha creduto in lui e non ha dato al numero 77 il ruolo che gli spettava per diritto divino.






