La 76ª edizione del Festival della canzone italiana diretta da Carlo Conti è stata vinta dal cantautore napoletano Salvatore Michael Sorrentino in arte Sal Da Vinci con la canzone <Per sempre si>. Genere pop di musica leggera che fotografa ed esalta le scene della celebrazione di un matrimonio in un periodo in cui l’Italia vive ormai da anni un netto ridimensionamento della nuzialità. La canzone ha vinto anche per il televoto con il 23,6%.
È la seconda partecipazione di Sal Da Vinci al Festival, nel 2009 era salito sul gradino più basso del podio con <Non riesco a farti innamorare>. Quinto napoletano a trionfare a Sanremo 26 anni dopo l’ultimo successo partenopeo degli Avion Travel che nel 2000 vinsero a sorpresa con <Sentimento>.
Nel 1955 Tullio Pane e nel 1957 Nunzio Gallo vinsero entrambi in coppia con il tenore Claudio Villa. Mentre nel 1973 ci fu la doppietta napoletana con Peppino Gagliardi che si posiziona alle spalle di Peppino di Capri che vince con <Un grande amore e niente più>. Tre anni dopo ancora Peppino Di Capri <Non lo faccio più>. Massimo Ranieri (1988) nel festival condotto da Gabriella Carlucci e Miguel Bosé si aggiudicò il primo premio<Perdere l’amore>.
Secondo però il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, il cantante vincitore di Sanremo Sal Da Vinci non rappresenta la vera musica napoletana: “Amo Napoli e la grande tradizione della musica napoletana che prima Renzo Arbore e poi Caruso hanno portato in tutto il mondo insieme ad altre voci straordinarie, ma Sal Da Vinci credo che rappresenti magari anche senza rendersene conto quella Napoli enfatica come la vorrebbero i nemici di Napoli, come la vorrebbero i nordisti che non amano Napoli”.
Anche il cantante Eros Ramazzotti vincitore di 4 Music Award, 1 premio Lo Nuestro e con diverse candidature all’ MTV Europe Music Awards, ha voluto esprimere un parere sulla canzone vincitrice di Sanremo nell’incontro con i giornalisti a Copenaghen nel pieno del suo tour mondiale.
Secondo Ramazzotti la canzone di Sal Da Vinci non è male ma avrebbe un arrangiamento un po’ retró che non rappresenta il panorama italiano oggi perché c’è musica più di spessore.





