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Napoli: Antonio Conte abbandona squadra, progetto e società

Termina ancora una volta prima del previsto l’avventura di Antonio Conte sulla panchina di una squadra di calcio. L’allenatore salentino non riesce a rispettare il contratto triennale che aveva firmato a giugno 2024 e lascia il progetto in piena evoluzione alla fine del secondo anno, con la società che adesso si ritrova tanti calciatori che l’ex juventino aveva scelto per i suoi schemi

La fine dell’annata in cui il Napoli aveva cambiato 3 allenatori, aveva portato la dirigenza De Laurentis ad affidarsi all’esperienza di Antonio Conte per i tre anni futuri, consegnandogli le chiavi del mercato sia in entrata che in uscita per tutta la durata del contratto.
Favorita dall’impatto che l’allenatore è riuscito ad avere al primo anno a Napoli, decide di continuare la collaborazione anche nel sostanzioso mercato successivo per la difesa del titolo e per essere competitiva in Champions League.


La squadra già campione d’Italia e rafforzata con la campagna acquisti più costosa della serie A, si ritrova però a metà percorso senza un’identità di squadra, fuori dalle coppe e mai realmente in competizione per la difesa del tricolore. Risultando al di sotto del medio livello europeo.

L’allenatore spiega che lo scarso rendimento della squadra ed il mancato raggiungimento degli obiettivi, è dovuto soprattutto alle tante assenze dei calciatori avvenute per vari motivi nel corso della stagione.

Alla fine del campionato, durante la conferenza stampa in cui il tecnico annuncia la chiusura del progetto, Conte sottolinea di come però anche senza infortuni la squadra da lui creata e formata, non sarebbe stata in grado di vincere di nuovo il campionato.


Le 4 domande di Dazn rivolte al tecnico pugliese, non sembrano soddisfare a pieno la stampa partenopea sul motivo per cui l’allenatore abbia deciso di non continuare il suo percorso a Napoli, valutando negativa la scelta di non fare conferenze stampa prima delle partite per gran parte della stagione.

Secondo il giornalista napoletano Gianluca Gifuni avrebbero fatto percepire che l’allenatore non riesce a gestire pressioni di comunicazione mentre per Paolo De Genio con le informazioni fatte nel pre partita si sarebbero potute limitare o annullare molte critiche nell’ambiente partenopeo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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