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Champions League: Campioni d’Italia non all’altezza

La vincente del campionato italiano esce al primo turno di Champions League classificandosi trentesima. Non è arrivata la disperata vittoria in casa contro il Chelsea nell’ultima giornata che poteva dare la possibilità al Napoli di andare almeno ai playoff.
Per la prima volta nell’era De Laurentis, il Napoli esce a testa bassa da una competizione europea.

Dall’inizio del nuovo millennio ad oggi, è la seconda volta che la squadra campione d’Italia non passa il primo turno. Era già successo nel 2013-14 con la Juventus, anche lì l’allenatore era Antonio Conte.

La tattica che ha permesso alla squadra azzurra di prevalere nel campionato italiano, è stata invece ridimensionata dalla Champions League con la media di quasi 2 gol subiti a partita.

L’eliminazione degli azzurri inizia dalla sconfitta secca contro il City passando per la vittoria illusoria con lo Sporting.
Nel momento in cui il Napoli poteva contare su gran parte dei giocatori a disposizione, è arrivato il tracollo di Eindhoven ed il pareggio interno contro l’Eintracht Francoforte che ha chiuso a 4 punti, il Napoli in quell’occasione non riuscì ad andare oltre lo 0-0. Alla 5ª giornata vittoria con Qarabag, 6ª giornata sconfitta con il Benfica. Infine pareggio a Copenaghen e sconfitta interna contro il Chelsea che certifica un andamento altalenante durante tutta la competizione.

L’allenatore del Napoli si rammarica per l’1-1 in Danimarca quando gli azzurri non riuscirono a gestire il vantaggio pur giocando in superiorità numerica per gran parte della partita. Anche il Copenaghen è stato eliminato chiudendo con gli stessi punti del Napoli.

Antonio Conte si conferma un allenatore non adatto alla Champions League. È la quarta volta in sette partecipazioni che le sue squadre pur essendo allestite per avere un ruolo da protagonista nel torneo, escono al primo turno deludendo le aspettative.

L’eliminazione del Napoli potrebbe essere attribuita anche al mercato deludente che non ha risposto alle aspettative portando alle cessioni dopo appena sei mesi di Lang e Lucca;  ad una gestione negativa delle energie durante la stagione come in occasione di Napoli-Parma quando fu accelerato il rientro di David Neres.

 

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