(Adnkronos) – Per Assoprevidenza l’avvio del cosiddetto salvadanaio previdenziale con la Legge di Bilancio 2027 è una nota positiva. “Ora se ne potranno migliorare nel tempo i contenuti, a cominciare dal processo di approvazione parlamentare del DDL”, ha sottolineato il presidente Sergio Corbello. Altrettanto positivo, per Corbello, è il fatto che il ruolo assegnato all’Inps è quello di infrastruttura amministrativa, senza ruoli impropri di gestore che sono invece stati assegnati alla Cassa Depositi e Prestiti. “Sarà opportuno – ha sottolineato il presidente di Assoprevidenza – che l’Inps si attrezzi subito per realizzare una valorizzazione in quote delle posizioni individuali dei singoli (come nelle forme complementari) anche per favorire i trasferimenti”.
Sempre l’Inps dovrebbe rapidamente attrezzarsi per assolvere concretamente al ruolo didascalico e formativo che motiva l’istituzione stessa del salvadanaio. Secondo il testo del DDL della Legge di Bilancio 2027 la Cassa Depositi e Prestiti è chiamata a gestire le somme messe in campo dallo Stato (al momento l’ammontare è simbolico, 100 euro all’anno anno per 18 anni) e gli eventuali altri apporti economici forniti da soggetti terzi “secondo criteri di prudenza”.
Corbello, chiedendosi “chissà perché questi altri apporti siano limitati a genitori, parenti e affini (il ventaglio dovrebbe essere ampliato a qualsiasi terzo)”, ha giudicato “apprezzabile” l’affidamento della gestione a un’istituzione finanziaria di alto profilo, che, peraltro, si deve comunque attrezzare. “Ma la ‘prudenza’ – ha aggiunto – deve poter consentire impieghi anche ad alto rischio, ovviamente scelti con oculatezza tecnica, e investimenti nell’economia reale; questo per motivazioni economiche evidenti”.
Secondo l’attuale testo del DDL le posizioni dei singoli sono trasferibili soltanto a una forma pensionistica: “Ciò è corretto, ma non si comprende – ha affermato il presidente di Assoprevidenza – perché il trasferimento possa avvenire soltanto al raggiungimento dei 18 anni di ciascun titolare e non anche prima, a richiesta di chi esercita la patria potestà sul minorenne, verso una qualsiasi forma di previdenza complementare di origine collettiva o di mercato; ovviamente con la portabilità dell’apporto pubblico degli anni a venire e con un vincolo di intangibilità della posizione all’interno della forma scelta. Il trasferimento prima della maggiore età sarebbe motivato da una ricerca di miglior rendimento”.
Corbello ha affrontato anche il tema della detraibilità: “Il fatto che le somme conferite da terzi siano detraibili entro il tetto di 1.000 euro annui – ha sostenuto – non è un grande incentivo, ma è un primo passo, auspicabilmente migliorabile in futuro in presenza di una più favorevole congiuntura di finanza pubblica. È ovvio che se la posizione del singolo diviene trasferibile a una forma complementare anche prima dei 18 anni, la detraibilità degli apporti dei terzi deve ‘seguirlo’ sino alla maggiore età”.
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