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Tech, Franchini (Ivass): “Rapida evoluzione espone a rischi, imprese siano più resilienti”

(Adnkronos) – “Nel nuovo mondo tecnologico che stiamo vivendo oggi, caratterizzato dall’intelligenza artificiale, dall’intelligenza generativa e dalla cosiddetta intelligenza artificiale di frontiera, succede che ci sono sistemi in grado di individuare molto rapidamente le vulnerabilità dei sistemi informatici. Questo è un problema rilevante, perché la velocità degli attacchi aumenta in maniera molto considerevole e, quindi, la difesa deve essere importante. Questo impone alle imprese di regolare meglio la propria organizzazione, per essere più resilienti, più reattive e in grado di gestire meglio questi attacchi”. Lo ha detto Pietro Franchini, vice capo servizio Studi e Gestione dati Ivass, partecipando a Milano all’edizione 2026 di Armundia Talkinn, intitolata ‘Into the Deep – Pioneering Banking & Insurance: technologies beyond prejudice’, svoltasi al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. 

“La lettera del luglio 2026 con cui Bce, Banca d’Italia e Ivass hanno richiamato il mercato sul rapporto tra AI, cybersecurity e resilienza operativa dice proprio questo alle imprese – precisa – State attente e migliorate il governo. Fate un piano di interventi, in modo tale da poter risolvere questi problemi”. 

“Il mercato sta cercando una forma di innovazione. Ma noi sappiamo che l’innovazione non può essere tale se non apporta benefici ai clienti. Quindi, è importante che, nella valutazione di queste innovazioni, ci sia anche una valutazione volta a verificare che la tutela dei consumatori venga mantenuta e migliorata – conclude – Se l’innovazione produce prodotti più efficienti, una protezione assicurativa migliore e più ampia e costi minori, va bene. Se produce solo complessità, questo non va bene, perché chiaramente chiede ai clienti di farsi carico di oneri aggiuntivi. La nostra idea è quella di migliorare il processo, in modo tale da ottenere un’innovazione che sia a favore del mercato, ma anche del consumatore, e che sia in grado di renderlo sempre più autonomo e funzionale”. 

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