(Adnkronos) – In occasione della Giornata mondiale del cuore, che si celebra ogni anno il 29 settembre, la Hcf Fondazione Anmco per il Tuo Cuore Ets dei cardiologi ospedalieri Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) rinnova il proprio impegno nella promozione della salute cardiovascolare, sottolineando ancora una volta l’importanza della prevenzione nella lotta alle malattie cardiovascolari, che restano ancora oggi la prima causa di morte e di ospedalizzazione nel nostro Paese e nel mondo. “Le patologie cardiovascolari rappresentano una delle maggiori sfide per la salute pubblica, la prevenzione è l’arma più potente per proteggerle e contrastare l’insorgenza di eventi cardiaci, circa l’80% può essere infatti evitato modificando i fattori di rischio principali attraverso scelte quotidiane concrete e intervenendo, quando richiesto, con le terapie. Oggi – spiega Furio Colivicchi, presidente Hcf Fondazione Anmco per il Tuo Cuore Ets e direttore Cardiologia Clinica e Riabilitativa dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma – disponiamo di farmaci straordinariamente efficaci in grado di azzerare fattori di rischio come colesterolo Ldl e ipertensione. Fare prevenzione significa anche assicurarsi che ogni persona riceva il trattamento giusto, in modo tempestivo e per tutto il tempo necessario, perchè solo un’aderenza costante e rigorosa può evitare una ricaduta e cambiare la storia clinica del paziente”.
“Sebbene il nostro Paese vanti terapie post-evento eccellenti e una riduzione della mortalità dopo un infarto, la vera sfida della cardiologia moderna è spingersi oltre le mura dell’ospedale e agire prima che il danno si compia. La prevenzione è fondamentale poiché le malattie cardiovascolari, a differenza di altre patologie, sono fortemente condizionate dalla precocità d’azione – evidenzia Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Ba) -Giocare d’anticipo significa trattarle con maggior successo o ancor meglio prevenirne l’insorgenza. Stili di vita errati, fumo e sedentarietà stanno anticipando l’insorgenza di problemi cardiaci in fasce d’età sempre più giovani. I ben noti fattori di rischio cardiovascolare, saranno ben presto affiancati da nuovi indicatori di rischio individuati grazie all’intelligenza artificiale che analizza una enorme mole di dati derivante dalla crescente capacità di analisi dei geni e di microparticelle come metaboliti e proteine presenti nella saliva e nel sangue. L’individuazione precoce e precisa di soggetti ad alto rischio e la loro presa in carico è la vera sfida che ci attende e che posiziona la prevenzione primaria quale centro di gravità del sistema salute. La giornata Mondiale del Cuore è un’occasione per ricordare che ricerca, informazione, prevenzione e diagnosi precoce sono le leve più potenti ed efficaci per vivere più in salute e più a lungo.”
La Hcf Fondazione Anmco per il Tuo cuore Ets in occasione della Giornata mondiale del Cuore 2026 ricorda le cinque regole fondamentali per la salute del cuore:
1) Zero Fumo. Abolire completamente le sigarette e tutti i prodotti a base di tabacco. Il fumo accelera l’aterosclerosi (la formazione di placche nei vasi), riduce l’ossigeno nel sangue e aumenta istantaneamente la pressione e la frequenza cardiaca, quadruplicando il rischio di infarto. Già dopo un anno dall’abbandono del fumo, il rischio cardiovascolare si dimezza, per poi azzerarsi del tutto nel lungo termine rispetto a un non fumatore.
2) Passi di Salute: Muoversi ogni giorno. È importante svolgere attività fisica regolare per contrastare la sedentarietà, il cuore è un muscolo e va allenato per rimanere efficiente. La sedentarietà è uno dei principali nemici delle arterie. L’attività fisica costante riduce la pressione arteriosa, aumenta il colesterolo ‘buono’ (Hdl), migliora la sensibilità all’insulina e aiuta a controllare il peso corporeo. Almeno 150 minuti alla settimana di attività aerobica moderata (ad esempio 30 minuti al giorno di camminata a passo svelto, ciclismo, nuoto o ballo). L’importante è la costanza, non l’intensità estrema.
3) La salute è in tavola: dieta Mediterranea e meno sale. Seguire una dieta sana ed equilibrata, il cibo che assumiamo determina la qualità e la pulizia dei nostri vasi sanguigni. Sì ad ampie porzioni di frutta e verdura fresche, cereali integrali, legumi, pesce (soprattutto azzurro, ricco di Omega-3) e olio extravergine d’oliva a crudo. No all’eccesso di zuccheri semplici e di grassi saturi e idrogenati (ridurre carni rosse grasse, insaccati, burro, fritti). Limitare il sale a meno di 5 grammi al giorno (circa un cucchiaino da caffè totale, incluso quello già presente nei cibi confezionati). Il sodio in eccesso trattiene i liquidi e fa impennare la pressione. Utilizzare spezie ed erbe aromatiche per insaporire.
E ancora:
4) L’Età del cuore: conoscere e monitorare i propri numeri. Monitorare costantemente i fattori di rischio come pressione, colesterolo e glicemia.L’età anagrafica non sempre coincide con quella biologica del sistema circolatorio. Molti fattori di rischio cardiovascolare sono ‘silenziosi’ e non danno sintomi finché non è troppo tardi. I valori da monitorare regolarmente sono: pressione arteriosa (il target ideale per un adulto sano è inferiore a 120/80 mmHg. Valori costantemente sopra i 140/90 mmHg indicano ipertensione); Colesterolo totale e Ldl: Il colesterolo LDL (c’attivo’) deve essere mantenuto il più basso possibile. Nei soggetti sani deve stare sotto i 116 mg/dL, ma in chi ha già avuto problemi al cuore i cardiologi richiedono target molto più stringenti (sotto i 55 mg/dL o meno). Glicemia: Valori a digiuno inferiori a 100 mg/dL. Il diabete accelera drammaticamente il danno cardiovascolare. Girovita e peso: mantenere un Indice di massa corporea (IMC) tra 18.5 e 25. La circonferenza vita non dovrebbe superare i 102 cm negli uomini e gli 88 cm nelle donne.
5) Esami strumentali. La prevenzione personalizzata: non esiste un protocollo identico per tutti. La prevenzione efficace prevede l’esecuzione di esami mirati, stabiliti insieme al proprio medico di medicina generale o al cardiologo, tenendo conto dell’età, del sesso e della familiarità. Gli screening di base: Elettrocardiogramma (Ecg) a riposo, misurazioni periodiche della pressione e analisi del sangue complete (profilo lipidico e glicemico). Gli esami di secondo livello (se necessari): Ecocardiogramma color-doppler, test da sforzo o ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (carotidi) per valutare lo stato delle arterie e la presenza di placche aterosclerotiche prima che ostruiscano il flusso sanguigno.
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