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Da Pagani a Brambilla, ecco le novità in libreria

(Adnkronos) – Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d’inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall’AdnKronos. 

Sarà in libreria dal 25 agosto con Mondadori ‘Prometeo e Leviatano’, il saggio dell’economista Fabrizio Pagani.Dalla crisi finanziaria del 2008 alla Brexit, dalla guerra in Ucraina al ritorno di Donald Trump, gli shock degli ultimi anni hanno cambiato il volto della globalizzazione. Quello che sembrava un mondo sempre più integrato è diventato terreno di competizione, diffidenza e frammentazione. Le catene del valore si accorciano, le tecnologie diventano proiezione di potenza, gli scambi commerciali e gli investimenti sono oggetto di riallineamento, la sicurezza economica conta tanto quanto l’efficienza. Mentre la competizione tra Stati Uniti e Cina si estende ai semiconduttori, all’intelligenza artificiale e alla finanza, l’Europa rischia di trovarsi schiacciata tra potenze sempre più assertive. In questo nuovo scenario si confrontano due forze opposte. Da un lato Prometeo, simbolo di innovazione, crescita e mercati aperti; dall’altro Leviatano, lo Stato che riafferma il proprio ruolo attraverso il controllo politico e il potere economico. Dazi, sanzioni, restrizioni tecnologiche, politiche industriali e utilizzo coercitivo della finanza e della moneta sono tornati al centro dell’economia mondiale. 

La globalizzazione non è scomparsa, ma si è frammentata. Grazie all’esperienza maturata sul campo, nel governo italiano, nei forum economici internazionali, quali OCSE e G20, e nella finanza privata, Fabrizio Pagani offre una chiave di lettura originale per cogliere le dinamiche del disordine globale in cui siamo entrati. E pone alcune domande decisive: come possono l’Europa e l’Italia affrontare la frammentazione senza rinunciare alla propria vocazione aperta e multilaterale? Quale equilibrio sapremo trovare tra apertura e protezione, tra mercato e Stato, tra libertà e sicurezza? Dalle risposte dipendono non solo l’economia di domani, ma il mondo che vogliamo costruire. Fabrizio Pagani, economista e docente a Sciences Po, ha ricoperto importanti incarichi in diversi governi italiani e in organizzazioni internazionali. Presso l’OCSE, a Parigi, ha negoziato accordi internazionali in materia di commercio e investimenti, divenendo poi consigliere del segretario generale e direttore dell’Ufficio G7/G20. Successivamente, come consigliere economico del presidente del Consiglio, è stato Sherpa G20 per l’Italia. È stato quindi capo della Segreteria tecnica del ministro dell’Economia e delle Finanze, occupandosi di privatizzazioni, sistema bancario e finanziario, investimenti e attrazione del capitale umano. Ha poi lavorato nel settore finanziario privato, dapprima presso il fondo d’investimento americano Muzinich, in qualità di Global Head of Economics and Capital Market Strategy, e, oggi dall’Italia, come partner di Vitale. Si è laureato presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e ha conseguito un master all’Istituto Universitario Europeo. 

Sarà sugli scaffali dal 25 agosto ‘Il grande inganno’ di Paolo Mieli. “Il secolo che abbiamo alle spalle preceduto da centocinquant’anni di incubazione di quel mix di progresso e violenza – scrive l’autore – si sta rivelando più lungo di quel che credevamo. Lunghissimo. Ha scavalcato il millennio. E adesso si ripresenta come un secolo infinito. Con nuove guerre. Un progresso delle democrazie zeppo di inciampi. E nessuna certezza sulle prospettive di un’evoluzione radiosa. Tutto trae origine da un grande inganno”. 

Li troverete in queste pagine, in una scansione di saggi e casi specifici, molti degli inganni – e degli autoinganni – a cui Paolo Mieli fa riferimento. Con il rigore del grande storico e lo spirito sempre tagliente dell’esperto polemista, Mieli indica con decisione un elemento che i nostri tempi ci hanno “sbattuto in faccia”: la storia non è finita negli anni Novanta del secolo scorso, come si è troppo spesso e troppo a lungo sostenuto, ma ha al contrario vissuto un’accelerazione. Eccoci, quindi, nel secolo infinito, un Novecento che dura tutt’oggi con la sua eredità di conflitti, divisioni, violenza, distruzione. Da figure mitiche come quella di Ercole fino al conquistatore Alessandro Magno, dai viaggi di Marco Polo alle posizioni protofemministe di Lutero, dal Risorgimento (tradito?) alle pagine più scivolose del crollo del regime fascista, Il grande inganno riesce a smascherare fallacie storiche e approcci fuorvianti, offrendo al lettore più attento una cassetta degli attrezzi per agire nel presente, e leggerlo. Perché, come conclude Mieli, “è troppo presto per elaborare teorie su come mettere in armonia l’intero mondo d’oggi. E, tanto meno, quello di domani. Ma non è presto per metterci al riparo dagli inganni”. 

 

Sellerio manda sugli scaffali ‘Un mattino di gioia’ di P.G. Wodehouse. Nei suoi romanzi, il bersaglio della sua irresistibile comicità è una certa aristocrazia inglese, una classe che vive senza vere preoccupazioni, muovendosi di cottage in cottage, scarpe costosissime e nessun contatto con il resto del mondo; ma soprattutto una classe senza la spina dorsale per affrontare il più insignificante dei problemi. Jeeves, da maggiordomo subalterno, è colui che smaschera questa inettitudine, che mette in ridicolo e manipola le loro esistenze a suo piacimento, concedendo loro soltanto l’illusione di essere padroni delle proprie vite. D’altronde non potrebbe essere altrimenti, perché quando il machiavellico valletto si mette in testa qualcosa, è impossibile distoglierlo dai propri propositi. E se ha deciso di andare in vacanza a Steeple Bumpleigh per dedicarsi alla pesca, il suo datore di lavoro Bertie Wooster potrà pure protestare, ma alla fine, per quanto tremi all’idea di trascorrere anche solo una notte nello stesso villaggio dell’odiosa zia Agatha, ci si ritroverà lo stesso. E nella peggiore delle compagnie. Tra i presenti ci sono infatti Florence, con la quale un tempo era fidanzato, e il suo nuovo promesso sposo, l’agente Cheesewright, che considera Bertie un rivale in amore. C’è poi l’insopportabile boyscout Edwin, che pur con le migliori intenzioni combina catastrofi una via l’altra. Senza considerare il suscettibile Ostrey Ostrichetti, magnate americano dei trasporti marittimi in visita oltreoceano per concludere un affare con lo zio di Bertie. Nel tentativo di oliare gli ingranaggi della famiglia, di favorire il corso del vero amore e di sfuggire a fidanzamenti indesiderati, il soggiorno di Wooster si trasforma presto in un incubo o, «come probabilmente lo definiranno i miei biografi, l’Orrore di Steeple Bumpleigh». La sola salvezza è nelle mani e nel cervello di Jeeves, l’unico in grado, dopo una notte di tempesta, di far sparire le nuvole al mattino. 

Interrotto nel maggio del 1940 durante l’occupazione nazista della Francia, e terminato nel 1943 dopo una lunga prigionia in quanto straniero nemico, ‘Un mattino di gioia’ non è semplicemente un concentrato di invenzioni linguistiche, descrizioni folli e precise, nomi parlanti e trovate esilaranti che incarnano l’essenza dello humour inglese. È soprattutto l’esempio perfetto della leggerezza di Wodehouse, una rassegna delle sue situazioni comiche predilette, concepite nel momento più tormentato della sua vita. Un raggio di pallido sole inglese in un mondo a tinte grigie. P.G. Wodehouse (Guildford, 1881-New York, 1975) è stato il più importante scrittore umoristico del Novecento. Della serie di Jeeves e Bertie Wooster Sellerio ha pubblicato ‘Alla buon’ora, Jeeves!’ (2024), ‘Grazie, Jeeves’ (2025), ‘Il codice dei Wooster’ (2025) e ‘Un mattino di gioia’ (2026). 

Mississippi, in una calda mattina nella contea di Yoknapatawpha Nancy Mannigoe, ex governante dai giorni tormentati, viene condannata a morte per l’omicidio della bambina di cui aveva la custodia. Inizia così ‘Requiem per una monaca’ di William Faulkner che La Nave di Teseo manda sugli scaffali in una nuova edizione. Mentre si avvicina il momento dell’esecuzione, il passato della madre della piccola – Temple Drake, già protagonista di Santuario – irrompe nel presente con la sua forza ineludibile: troppo forte è la nostalgia di Temple per i suoi torbidi trascorsi, che la costringono ora ad affrontare le sue responsabilità di fronte al gesto estremo di Nancy. Antichi segreti emergono, rimorsi e verità dolorose si intrecciano tra le ombre di una comunità incapace di dimenticare. 

‘Requiem per una monaca’ è un’esplorazione sorprendente della memoria e della natura profonda delle azioni umane, che torna in una nuova traduzione per restituire tutta l’intensità di un romanzo centrale nell’opera di Faulkner e nella tradizione letteraria del Novecento. 

 

Arriva sugli scaffali con Solferino ‘La giustizia del commissario Falchi’ di Leonardo Duranti. Una scia di delitti insanguina La Spezia. La prima vittima è un ristoratore trovato morto con un messaggio enigmatico accanto al corpo, ucciso da un’arma insolita: una pistola un tempo in dotazione solo alle forze dell’ordine. Ben presto, la stessa pistola spara ancora: un secondo omicidio, una firma identica, un nuovo enigma. E ancora un altro. Un serial killer gioca con la morte come fosse un rebus, lasciando indizi che sfidano la logica e insinuano un legame inquietante tra le vittime.  

Un filo che conduce a un elegante circolo nautico, dove segreti, debiti e relazioni pericolose si intrecciano in silenzio. Carlo Falchi, commissario di polizia ed ex pugile appena trasferito da Milano a La Spezia per fuggire al vuoto lasciato dal brutale omicidio di sua moglie Anita, sta indagando con l’aiuto dell’ispettrice Sara Ferri, coordinato da un ambiguo superiore, quando il suo passato torna a bussare alla porta con il volto della vendetta. E ben presto Falchi si ritrova tra due fuochi: un’indagine che sta rivelando segreti sempre più oscuri e la minaccia per la sua stessa vita. Un noir d’esordio senza fiato e senza scampo in cui La Spezia, sospesa tra la bellezza del suo mare e il torbido della corruzione e dell’ingiustizia, diventa lo scenario di una svolta personale sofferta e intensa. Benvenuti nel lato oscuro del Golfo dei Poeti. 

 

E’ in libreria con Baldini+Castoldi ‘La signora Gisa è improvvisamente scomparsa’ di Michele Brambilla.Brianza, estate 1981. La signora Gisa Lampugnani scompare nel nulla dalla sua villa di Montevecchia. Nessun segno di effrazione, nessun corpo: solo silenzi, omissioni e contraddizioni. Il primo sospettato è il marito, Artemio Mombelli. Troppo freddo, troppo rapido nel denunciare la sparizione. Ma intorno al caso affiorano dettagli che non coincidono e verità mai del tutto confessate.  

Mentre l’inchiesta ufficiale si arena, due giovani cronisti iniziano a seguire strade parallele: testimonianze ambigue, auto avvistate nella notte, depistaggi, voci sussurrate in carcere. E più l’indagine si addentra nelle maglie di una fitta rete di corrispondenze e segreti, più il mistero sembra aprirsi a scenari inaspettati, tra denaro occulto, identità nascoste ed estremismo politico. Si è trattato di una fuga, di una truffa o di un delitto perfetto? Un giallo teso e inquieto, immerso nella provincia lombarda e nella Milano più cupa e ambigua, quella degli anni Ottanta. Qui ogni risposta sembra costeggiare la verità e, allo stesso tempo, pare allontanarla per sempre. 

 

I ricordi e le riflessioni che Giorgio Armani aveva scelto di consegnare all’autrice, la giornalista Roberta Filippini, con il consenso delle persone a lui care, sono riversati in ‘Giorgio secondo Armani. La vita oltre il successo’, il libro che Marsilio manda sugli scaffali dal primo settembre. È un racconto che parte da una famiglia italiana di provincia, attraversa le temperie della guerra e del dopoguerra, approda a Milano dove il giovane Giorgio trova con fortuna e fatica la propria strada, affermandosi nella moda con idee nuove, un lungo tirocinio, l’aiuto e l’affetto di chi vede in lui qualcosa di speciale. 

Nell’affidare all’autrice le sue sensazioni e le sue scoperte intime, le convinzioni e le scelte professionali, Armani non si cela dietro al suo enorme successo. L’immagine del grande stilista si viene formando tra incontri, amore e dolore, decisioni coraggiose. Il creativo e l’imprenditore si saldano in una esperienza unica, fatta di volontà e impegno, di gioie e riconoscimenti, ma anche di rimpianti e rinunce. Le parole di Armani e le tante testimonianze narrano non solo una formidabile vicenda di stile e innovazione, ma una straordinaria personalità umana il cui valore resta a tutti in eredità. 

 

Rizzoli manda in libreria dal 29 settembre ‘The steps. Come sono diventato Rocky Balboa’, firmato da Sylvester Stallone. Sono passati cinquant’anni da quando Stallone correva sulla gradinata del Philadelphia Art Museum; nel corso di questi cinquant’anni lui e quei gradini sono diventati simbolo di resilienza e determinazione, fonte di ispirazione per milioni di persone nel mondo che vogliono realizzare i propri sogni. In “The Steps”, frutto di decenni di riflessioni, Stallone ci racconta come ha inseguito i suoi, di sogni. 

Condivide con i lettori le origini – dal difficile contesto in cui è nato a un’infanzia ancora più dura, fino agli anni faticosissimi della scuola, incompreso da tutti – e ci spiega che una vera storia di successo si costruisce affrontando, accettando e infine superando le difficoltà; che una vera storia di successo sta tutta nella distanza che siamo disposti a percorrere e nei passi che accettiamo di compiere per arrivare dove vogliamo. In una cornice narrativa che va dall’arrivo a New York nel 1969 fino al trionfo di “Rocky” ai premi Oscar del 1977, Sly tratteggia in modo vivido e incalzante la lotta, la sopravvivenza e, infine, la gloria. Scrive dei suoi inizi e anche degli anni più recenti, raccontando la perseveranza, la creatività e la resilienza che lo hanno portato non solo alla creazione di Rocky, ma a una carriera costellata di ruoli poi diventati iconici. “The Steps” è il tributo alla vita straordinaria di Stallone e una riflessione profonda sull’importanza dei sogni, della forza di volontà e del duro lavoro. 

 

E’ in libreria con Fazi ‘Quindici anni’ della scrittrice norvegese Vigdis Hjorth. Paula, quindicenne, è felice dell’esistenza protetta e abitudinaria che conduce con la sua famiglia alla periferia di una cittadina norvegese. Fin dall’infanzia, il ritmo della sua vita è scandito da una serie di rituali rassicuranti: i pasti consumati attorno alla tavola, le sciate nei boschi, le gite al lago, le vacanze estive. La madre, il padre, la sorella maggiore e il fratellino sono le persone più importanti della sua vita, insieme a Karen, la sua migliore amica. Ma quella di Paula non è una famiglia ordinaria: è una famiglia cristiana rigidamente osservante, la cui apparente perfezione sta per incrinarsi per sempre. 

Un giorno d’estate Paula scopre una pila di lettere che la madre ha scritto alla severissima nonna, figlia di un famoso predicatore; la vita familiare descritta in quelle pagine è irriconoscibile, piena di bugie e edulcorata in modo da compiacere le aspettative dell’anziana donna. Le falsità della madre sono uno shock per Paula. Come potrà convivere con questa scoperta? È alle soglie dell’età adulta, e non vuole iniziare a mentire a sua volta. Si ritrova così a riflettere sulla vita che ha sempre condotto, sulla figura dei genitori, sulla loro incapacità di vivere con passione, sul loro nascondersi dietro una facciata di comodo. A differenza della sorella, che sembra incarnare appieno le aspettative religiose della famiglia, e grazie a Karen, che la capisce e la supporta, Paula decide di mettere in atto la sua piccola grande ribellione. 

Bestseller ai vertici delle classifiche in patria, il nuovo romanzo di Vigdis Hjorth, tra le più importanti scrittrici scandinave di oggi, è un romanzo di formazione sullo smascheramento delle convenzioni borghesi e sulla scelta di vivere in maniera autentica. 

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