Il 29 ottobre 2026 al Museo Nazionale di Pietrarsa (Napoli) verrà consegnato un riconoscimento simbolico al calciatore georgiano Khvicha Kvaratskhelia per questi suoi ultimi 4 anni monumentali nel calcio internazionale.
Il luogo scelto è di semplice appuntamento. Non verrà fatta alcuna cerimonia, spettacolo o evento particolare. Khvicha Kvaratskhelia se vorrà ritirare il premio, potrà presentarsi negli orari di apertura al pubblico del Museo: dalle ore 09:00 alle ore 18:00.

In questi 4 anni Khvicha Kvaratskhelia ha mostrato le principali virtù che dovrebbe avere un componente di una squadra vincente, riuscendo a realizzare sogni impossibili e ripetendo le imprese nelle annate successive.
A Khvicha Kvaratskhelia va quindi “La Gloria di primopunto.it”.
Premio che si riferisce all’epoca calcistica di 4 stagioni: dall’inizio del 2022-23 alla fine di quella del 2025-26. Si darà ogni 4 anni a partire da questo ciclo di annate (2026-27/2029-30).
Affinché in Italia che si dispone di una vasta cultura calcistica e con 4 titoli mondiali che fanno bella mostra al Museo del Calcio di Coverciano, si possa individuare il calciatore più glorioso degli ultimi 4 anni, quello cioè che merita “La Gloria”.
Un riconoscimento italiano che mette le sue radici sotto il Vesuvio nell’anno del centenario, nella città che ha potuto ammirare nella sua massima espansione sportiva Diego Armando Maradona, il Dio del calcio.
2022-23: L’eruzione del 77

Basterebbe leggere i numeri per capire quanto Khvicha Kvaratskhelia abbia inciso nelle sue squadre in questi ultimi 4 anni, ma il calcio non sono solo cifre ed il giocatore con la maglia numero 77 non è stato solo questo.
Entra nell’élite del football da possibile scommessa del presidente del Napoli Aurelio De Laurentis che lo aveva scelto dal campionato georgiano per tramandare l’eredità azzurra lasciata da Lorenzo Insigne e Dries Mertens.
Arrivato il primo luglio del 2022, si rende subito protagonista di una super annata con il Napoli pietrificando lo scudetto contro ogni previsione dopo appena mezza stagione.

Concentrata solo sulla Champions League, la squadra capitanata da Giovanni Di Lorenzo non riesce a sfruttare questo vantaggio in Europa e viene eliminata ai quarti di finale contro il Milan, ma per la UEFA non ci sono dubbi: Kvaratskhelia è il miglior emergente. Anche la Lega Serie A elogia e premia Kvaratskhelia al suo primo anno in Italia.
2023-24: Da Pietra bianca a Pietra lavica
Nella stagione seguente Luciano Spalletti lascia l’azzurro del Napoli per quello della Nazionale, ma l’Italia manca il mondiale per la terza volta consecutiva.
Nemmeno i sostituti si dimostrano all’altezza del tricolore sulla maglia del Napoli. Alla fine la società partenopea è costretta a cambiare tre allenatori e chiude il campionato al centro classifica.

Eliminata agli ottavi di Champions League, si rivela una stagione deludente per i campioni d’Italia e la critica è dura nei confronti del 77 che dopo il capolavoro del primo anno sembra essere finito nella blacklist.
2024/25: La genialità e l’invenzione di Armand Bayard
Il Napoli nella terza stagione di Kvaratskhelia cambia strategia e si affida ad un progetto tecnico diverso rispetto ai precedenti. Il calciatore soffre la nuova posizione in campo ma riesce lo stesso ad essere determinante lanciando il Napoli nel girone d’andata verso il quarto scudetto della sua storia.

Iniziando a percepire di non avere più un ruolo cruciale nel futuro del club e richiesto da mezza Europa, Kvaratskhelia in pieno inverno chiede la cessione mandando Napoli sotto shock.
Dopo un saluto di notte a Maradona, il 17 gennaio del 2025 il calciatore georgiano firma per il Paris Saint Germain un contratto che lo lega al club parigino fino a giugno del 2029.
Il sogno della società di Nasser Al-Khelaïfi è quello di portare a Parigi la Champions League: ambizione e desiderio di tutti i club europei. Avvolte anche l’incubo e l’ossessione (Heysel).
Il calciatore georgiano si presenta con la maglia numero 7.
2025-26: L’Eroe dei due mondi
Trasferitosi a Parigi dove la squadra di Luis Enrique è impegnata su tutti i fronti, Kvaratskhelia mette le ali al Psg che vola oltre i limiti vincendo il triplete e quindi la prima storica Champions League con il calciatore Ousmane Dembélé che alza il pallone d’oro per quella stagione.
Il quarto anno di Kvaratskhelia è la marcia trionfale del Paris Saint Germain che gira per il mondo del calcio onorando ed alzando al cielo trofei ufficiali, fino alla conquista di un’altra Champions League ed il calciatore georgiano viene eletto Player of the Seanson della competizione.
“L’impatto di Kvaratskhelia sia nel Napoli che nel Paris Saint Germain é stato fantastico. Non spetta a me deciderlo ma credo che possa vincere il Pallone d’oro”. Si era espresso così l’allenatore Unai Emery al termine della gara secca alla Red Bull Arena, dove il Psg ha sollevato la seconda Supercoppa Europea di fila e Kvaratskhelia fulminando l’Aston Villa era entrato nel tabellino delle marcature per la terza volta in una finale.
1839: Il primo viaggio in un treno a vapore

Erano le ore 12:00 del 3 ottobre 1839 quando il re Ferdinando II di Borbone da una villa del Granatello inaugurava tra una folla festosa la prima linea ferroviaria italiana Napoli-Portici.
In un periodo in cui ci si spostava solo a trazione animale, i due convogli progettati dall’ingegner Armand Bayard impiegarono 11 minuti a percorrere 7 chilometri e 411 metri raggiungendo 50km/h sfruttando la sola energia del vapore.

Per la riparazione e la costruzione dei vagoni e delle locomotive a vapore, compreso tutto ciò che serviva per la creazione di una linea ferroviaria destinata ad espandersi, venne emanato all’epoca un decreto reale per l’acquisto di una vasta area situata più o meno al centro della strada ferrata e lì si costruirono le Officine Reali.

Con le isole di Capri ed Ischia riflesse negli occhi, Pietrarsa sorge in uno scorcio del golfo che nel 1631 fu rivestito da una colata lavica. La costa che gli antichi greci chiamavano Leucopetra (Pietra Bianca) fu coperta da cenere e detriti, assumendo da il nome di Pietra Arsa.
Oltre a rappresentare la prima linea ferroviaria italiana, il complesso di Pietrarsa é stato per oltre un secolo punto di riferimento per l’industria italiana.
L’affermarsi delle locomotive elettriche e diesel richiedeva un altro tipo di manutenzione ed occorrevano altri spazi. Nel 1967 la Ferrovia dello Stato fece quindi costruire l’impianto di Santa Maria La Bruna (Torre del Greco) pochi chilometri più a sud di Pietrarsa ed in seguito i successori delle Officine Reali iniziavano ad essere trasferiti lì, dove ancora vive lo spirito glorioso di quel tempo. Così dal 1989 dopo 150 anni dalla nascita delle ferrovie, Pietrarsa è diventato Museo Nazionale.






