Alla fine Zelensky ha ceduto. Alla fine ha vinto la piazza. Dopo giorni di manifestazioni contro il rimpasto di governo, o meglio contro la cacciata del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, il presidente ucraino ha destituito il Generale Oleksandr Syrsky, capo delle forze armate, soprannome ‘Il Macellaio’. Syrsky e Fedorov si erano rivelati incompatibili – il ministro considerava il Generalissimo il principale ostacolo alle sue riforme, una svolta alla strategia bellica dell’Ucraina, come rivendicato dalla piazza – e Zelensky aveva deciso di sacrificare il giovane ministro. Ora il dietrofront. Al posto di Syrsky è stato nominato il comandante delle forze congiunte Mykhailo Drapatyi. E, mentre i manifestanti continuano a invocare il ritorno di Fedorov, Zelensky ha annunciato pubblicamente di avergli offerto un incarico di leadership. Sullo sfondo la guerra: la Russia ha colpito due navi in mare e infrastrutture portuali nel porto di Odessa e ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia, mentre l’Ucraina ha attaccato con droni un magazzino del colosso dell’ e-commerce Wildberries, la Amazon russa. Nel frattempo nella metropolitana di San Pietroburgo è stato arrestata una spia russa, un 21enne reclutato dai servizi segreti ucraini, che aveva addosso un ordigno artigianale camuffato da Gps.
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