COMUNICATO STAMPA – CONTENUTO PROMOZIONALE
GALWAY, Irlanda, 13 giugno 2026 /PRNewswire/ — Global Heart Hub, l’alleanza internazionale delle organizzazioni di pazienti cardiopatici, ha pubblicato i risultati del suo più recente studio qualitativo promosso dai pazienti, che esplora le esperienze delle donne affette da malattie cardiovascolari. I risultati evidenziano che le donne tendono a rivolgersi tardivamente alle cure mediche e che persistono lacune nel riconoscimento e nella diagnosi delle malattie cardiache nelle donne, nonostante queste rappresentino ancora la principale causa di morte femminile a livello mondiale.
Lo studio IPEC2 (Insights & Patient Experiences with Cardiovascular Disease) ha raccolto dati sulle esperienze delle pazienti in otto Paesi e ha coinvolto donne con livelli elevati di colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C), livelli elevati di lipoproteina(a) [Lp(a)], valvulopatie e cardiomiopatie. La ricerca ha esaminato le esperienze delle donne con le malattie cardiovascolari, il loro livello di consapevolezza e la capacità di riconoscere i sintomi cardiovascolari, oltre agli ostacoli incontrati lungo il percorso di cura, e ha valutato l’impatto della gestione della patologia cardiaca sulla loro vita quotidiana. La supervisione dello studio di Global Heart Hub è affidata alla supervisione di un Comitato direttivo e un Comitato di revisione indipendenti. I comitati sono composti da persone con esperienza diretta della malattia, rappresentanti di organizzazioni di pazienti ed esperti clinici di livello internazionale.
ACNAP 2026
I risultati preliminari dello studio IPEC2 sono stati presentati al congresso ACNAP 2026 della European Society of Cardiology il 12 giugno, con un focus sulle donne con livelli elevati di colesterolo lipoproteico a bassa densità che sono state ricoverate almeno una volta per un evento cardiaco (infarto, ictus o angina instabile). L’aumento incontrollato del colesterolo LDL è un fattore primario della malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD), la principale causa di morte nelle donne in tutto il mondo. I risultati preliminari dello studio IPEC2 includevano donne di età pari o superiore a 18 anni in Stati Uniti, Canada, Cina e Italia.
“Oggi disponiamo di terapie estremamente efficaci per trattare alti livelli di colesterolo LDL-C, il cosiddetto ‘colesterolo cattivo’. Tuttavia, i risultati dello studio evidenziano che le donne potrebbero non ricevere una diagnosi tempestiva e, di conseguenza, non avere accesso ad alcun trattamento. Le cause sono da ricondurre ai ritardi con cui le donne ricorrono alle cure, spesso anteponendo gli altri (la famiglia) alla propria salute. Inoltre, i risultati descrivono ritardi nella diagnosi dovuti allo scarso riconoscimento dei sintomi, a fattori legati alla vita quotidiana e a pregiudizi clinici. Questo significa che le donne continuano a ricevere le cure in una fase più avanzata della malattia, talvolta solo al momento di un evento cardiaco potenzialmente letale, riducendo così le possibilità di ottenere esiti clinici migliori”, afferma la professoressa Vijay Kunadian, docente di cardiologia interventistica e medicina cardiovascolare presso la Newcastle University e i Newcastle Hospitals, nel Regno Unito, nonché membro del Comitato direttivo dello studio IPEC2.
I risultati preliminari rivelano che le donne, in tutti i gruppi di discussione, hanno percepito la presenza di pregiudizi nel loro iter di cura, raccontando episodi del percorso diagnostico e terapeutico in cui è stato loro detto di essere “troppo giovani” o “non il tipo” per avere malattie cardiovascolari. È inoltre evidente un pregiudizio di genere nella diagnosi: le donne riferiscono che i sintomi delle malattie cardiovascolari venivano spesso scambiati per altre patologie non cardiache, in particolare l’ansia. Le donne hanno descritto un’ampia e variegata gamma di sintomi cardiovascolari, inclusi sintomi non indicati nelle linee guida. Questi risultati evidenziano la necessità di migliorare il riconoscimento dei sintomi e l’educazione dei pazienti per favorire una diagnosi più precoce e un’assistenza cardiovascolare più equa e incentrata sul paziente.
“Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte tra le donne e i risultati dello studio IPEC2 confermano che le donne continuano a ricevere diagnosi tardive, mancate o errate di malattie cardiache, spesso aggravate da un percorso assistenziale frammentato. Le donne spesso manifestano sintomi diversi da quelli tradizionalmente descritti negli uomini, che tuttavia non vengono frequentemente riconosciuti come di origine cardiaca. “Dobbiamo adottare un approccio in cui ‘il cuore viene prima’ per ogni donna, ovunque”, afferma Neil Johnson, direttore esecutivo di Global Heart Hub.
Lo studio IPEC2 mira ad approfondire la comprensione dell’esperienza delle donne con le malattie cardiovascolari raccogliendo dati affidabili sull’esperienza delle pazienti. La ricerca fornisce raccomandazioni volte a migliorare l’assistenza di cura alle pazienti donne. I risultati preliminari hanno evidenziato la necessità di migliorare il riconoscimento dei sintomi e l’educazione dei pazienti per favorire una diagnosi più precoce e un’assistenza cardiovascolare più equa e incentrata sul paziente.
Ulteriori informazioni su IPEC2: globalhearthub.org/ipec2
Lo studio “Insights and Patient Experiences with Cardiovascular Disease” (IPEC) di Global Heart Hub è un’iniziativa promossa dai pazienti e resa possibile grazie al supporto di Amgen Inc., Daiichi Sankyo Europe e Novartis Pharmaceuticals Corporation.
Informazioni su Global Heart Hub:
Fondata nel 2019 e con sede in Irlanda, Global Heart Hub (GHH) è la prima organizzazione internazionale senza scopo di lucro, istituita per dare voce a coloro che convivono con malattie cardiovascolari o ne sono colpiti. Siamo un’alleanza che riunisce oltre 150 organizzazioni di pazienti cardiopatici in più di 40 Paesi, con l’obiettivo di dare una voce globale unitaria a coloro che convivono con malattie cardiache o ne sono colpiti. Per saperne di più: globalhearthub.org
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