“I Pfas sono chiamati “forever chemicals” perché la loro struttura chimica è così stabile e forte da renderli di fatto indistruttibili”. A portare l’attenzione sulla necessità di maggiori controlli, Stefano Alberti, ricercatore del Dipartimento di Chimica delll’Università di Genova, durante l’accordo siglato a Genova, che da il via ad un progetto di ricerca che mira a rivoluzionare il monitoraggio ambientale dei Pfas. “Una volta rilasciati nell’ambiente – sottolinea Alberti – non vengono degradati né dagli urti meccanici né dalla radiazione solare. Si tratta di un inquinamento nuovo, emerso solo in tempi recenti: le normative stanno uscendo solo adesso. Prima, in assenza di regole e multe, non esisteva alcun controllo sugli sversamenti in ambiente”.




