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Iran-Usa, negoziati saltano e Trump estende la tregua: “Aspetto proposta di Teheran”

(Adnkronos) –
Donald Trump estende la tregua con l’Iran, la guerra non ricomincia, almeno per ora, anche se i negoziati non ripartono. Il presidente degli Stati Uniti annuncia la proroga del cessate il fuoco, ormai arrivato alla scadenza, mentre la Repubblica Islamica diserta il secondo round di colloqui programmato a Islamabad, in Pakistan. Le distanze tra Washington e Teheran restano ampie, complice soprattutto il blocco navale imposto dagli Usa nello Stretto di Hormuz e mantenuto da Trump. 

La mediazione del Pakistan non è sufficiente per la ripresa del dialogo diretto ma evita che la situazione precipiti. Quando si concretizza il no definitivo dell’Iran al summit di Islamabad, in una giornata che riporta il prezzo del petrolio verso i 100 dollari al barile, Trump annuncia la proroga del cessate il fuoco. Il viaggio del vicepresidente JD Vance salta, la delegazione a stelle e strisce con l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, emissario e genero del presidente, resta a Washington. Trump, fino a poche ore prima contrario ad uno spostamento della deadline, confeziona la decisione con un post su Truth: la Casa Bianca agisce su richiesta esplicita del Pakistan in un quadro caratterizzato da tensioni interne al regime. 

“Considerata la grave frattura che sta colpendo il governo iraniano, circostanza non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria”, scrive Trump che allude a posizioni divergenti a Teheran. 

Da un lato ci sarebbero i membri del team negoziale – il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf – dall’altra i Pasdaran: chi pesa di più e chi dovrebbe firmare l’eventuale accordo? “Ho ordinato alle nostre Forze Armate di proseguire con il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando non verrà presentata la loro proposta e non si concluderanno i negoziati, in un modo o nell’altro”, aggiunge il presidente ufficializzando i tempi supplementari senza indicarne la durata. Intanto, l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, viene richiamato a Washington per colloqui urgenti sulla situazione con l’Iran. 

Trump prova a rimandare la palla nel campo avversario, senza però fissare un termine preciso e senza modificare minimamente le due condizioni fissate dagli Usa: il blocco navale rimane finché non si arriva ad un’intesa, l’Iran non potrà dotarsi di armi nucleari. Tocca a Teheran, afferma il presidente americano, effettuare la prossima mossa e scegliere: sedersi al tavolo per un accordo o prepararsi al secondo tempo della guerra. 

L’Iran, nell’arco di una giornata che si snoda tra ipotesi e smentite, attribuisce le responsabilità dello stallo agli Stati Uniti. Il blocco navale, con il conseguente sequestro di navi, “è un atto di pirateria”, dice il ministero degli Esteri. La prima reazione ufficiale all’annuncio di Trump è tutta un programma: “L’estensione della tregua da parte di Trump non ha alcun significato. La parte perdente non può dettare le condizioni”, dice Mahdi Mohammadi, consigliere di Ghalibaf. “La prosecuzione dell’assedio non fa differenza rispetto al bombardamento e deve ricevere una risposta militare. Inoltre, l’estensione della tregua da parte di Trump è certamente un modo per guadagnare tempo al fine di un attacco a sorpresa. E’ Il momento per l’Iran di prendere l’iniziativa”. 

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