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Vendita San Siro, nove indagati in inchiesta per turbativa d’asta

(Adnkronos) – La procura di Milano indaga per turbativa d’asta sulla vendita dello stadio San Siro e sono nove gli indagati tra Comune e persone legate alle società sportive di Inter e Milan. E’ quanto emerge in un provvedimento del gip di Milano Roberto Crepaldi che ha accolto una richiesta della Procura di Milano. Tra gli indagati figurano, tra gli altri, gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e il direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone, oltre a Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, indicati come procuratore della società Inter e l’altro come presidente di Sport Life City (di proprietà del Milan) e Alessandro Antonello ex amministratore delegato dei nerazzurri.  

Rivelazioni di informazioni segrete, scambi di info non trasparenti e un avviso pubblico costruito per favorire Milan e Inter. Sono questi gli elementi che hanno portato il gip Crepaldi ad autorizzare l’attività di perquisizione e sequestro nello studio professionale delle indagate Ada De Cesaris e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan per il nuovo stadio San Siro. 

In particolare emerge nel documento di autorizzazione del giudice come gli indagati, attraverso “accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione” dell’area San Siro – sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 -, “turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell’avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse”. 

Per la Procura si tratta di “collusioni consistite in costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti, documentazione e bozze delle deliberazioni comunali emesse nel corso del procedimento, finalizzate ad orientare l’iter amministrativo” dell’area “concertando tra l’attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione” finendo così per creare un abito ‘su misura’: l’avviso pubblico, “costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive – oltre che per il brevissimo termine concesso – andava deserto”, comportando la successiva vendita dell’area all’unico offerente. 

Tra le più “rilevanti” condotte a dire della Procura di Milano “venivano concordati i contenuti delle principali delibere e determine dirigenziali con cui è stato dato corso all’iter amministrativo avviato nel 2019”, inoltre “venivano condivisi i dettagli in merito ai potenziali vincoli culturali pendenti sullo stadio Meazza, stabilendo e concordando che la procedura amministrativa di vendita dovesse concludersi entro e non oltre il 10 novembre 2025, al solo scopo di neutralizzare il vincolo legale e di interesse pubblico riconosciuto dal Ministero della Cultura” sullo stadio, e ancora “venivano valutati e condivisi gli aspetti economici riguardanti il valore del compendio immobiliare (per il quale il Comune di Milano ha richiesto relazioni estimative all’Agenzia delle Entrate e a due consulenti esterni) e le deduzioni/scomputi dal prezzo di vendita finale legati alla successiva esecuzione dei lavori”. 

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