La maggioranza degli italiani si è schierata contro la riforma sulla giustizia che prevedeva la modifica di sette articoli della costituzione contenute nella legge di riforma firmata dal Ministro Nordio.
È stato circa il 59% degli italiani che nei giorni 22 e 23 marzo si è recata alle urne. 27 milioni su 45 milioni e 947 mila aventi diritto al voto.
Dopo il primo referendum istituzionale nel 1946 in cui gli italiani scelsero di votare per la Monarchia o la Repubblica, questo sulla riforma della giustizia è il 78º quesito referendario che i cittadini hanno dovuto votare. In precedenza c’erano stati 72 Referendum abrogativi, uno istituzionale, uno consultivo e 4 costituzionali.
Sulle 20 regioni italiane il No ha raggiunto la maggioranza su 17 regioni. Su Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia tutto il territorio nazionale il No all’ultimo referendum del 22 e 23 marzo 2026, è stato
Con il 58,41% il Veneto è stata la regione dove si è avuta la più alta percentuale di votanti a favore della riforma, seguita dal Friuli Venezia Giulia con il 54,47% e Lombardia con il 53,56%, mentre Campania e Sicilia sono state le regioni che più di tutte hanno bocciato la riforma.
A fare la differenza in questo referendum sono state soprattutto le grandi città italiane con il No che ha vinto in tutti i capoluoghi. A Napoli si è raggiunto il 74,49% del No, a Palermo il 68,94% e Bari il 62,80%. Al nord Bologna ha raggiunto il 68,15% del No, Torino ha chiuso con il 64,77% e Milano 58,32%. Mentre nelle città del centro la percentuale del No è stata a Firenze del 66,57%, Roma 60,28% ed Ancona il 61,3%.





