“Rischiamo di vedere l’intelligenza artificiale diventare un attore malevolo, indirizzato verso un avvelenamento delle istituzioni. Nelle aziende tanti attuatori sono collegati all’ai, riuscire ad indirizzarne i comportamenti significa trasformarla in una superficie di attacco. L’argomento principale resta la difesa cognitiva ovvero mettere l’uomo al centro della cultura di sicurezza. L’ai paventa una sostituzione dell’essere umano in quello che è il potere cognitivo, ma come hanno sottolineato tanti speaker qui, questo potere deve rimanere al centro delle strategia di cybersecurity”. Lo afferma Diego Fasano, Ceo di Ermetix, nel corso della quinta edizione di Cybersec, la conferenza internazionale organizzata a Roma dal quotidiano Cybersecurity Italia.





